Confronto delle tecnologie di riscaldamento per pneumatici moto
Riscaldamento a superficie estesa a infrarossi lontani e termocoperte convenzionali a filo resistivo
Due termocoperte possono indicare la stessa temperatura e creare comunque condizioni termiche molto diverse all’interno dello pneumatico. La sola temperatura superficiale non mostra se il calore è stato trasferito uniformemente al battistrada, alla carcassa, alla superficie interna, al tallone e al cerchio.
Irraggiamento su tutta la superficie e conduzione termica lineare
GET HOT utilizza un riscaldamento a infrarossi lontani su tutta la superficie, distribuendo l’energia su un’area più ampia dello pneumatico. Le termocoperte convenzionali a filo resistivo concentrano invece il calore lungo strette linee di contatto e dipendono principalmente dalla conduzione termica dall’esterno verso l’interno.
Questa differenza può creare temperature elevate localizzate sul battistrada mentre la struttura interna rimane più fredda. Anche quando il sensore indica il raggiungimento del valore impostato, la distribuzione termica dell’intero pneumatico può non essere uniforme.
Distribuzione termica più vicina alle reali condizioni di guida
Durante la guida, lo pneumatico genera e redistribuisce calore attraverso carico, deformazione, attrito e dissipazione. L’obiettivo del preriscaldamento non è quindi soltanto raggiungere un valore sul battistrada, ma creare una condizione termica interna più vicina a quella reale, utile per sospensioni, pressione e assetto del telaio.
Il riscaldamento a superficie estesa GET HOT distribuisce il calore su tutto lo pneumatico. Il riscaldamento lineare convenzionale può lasciare linee molto calde sulla superficie esterna mentre all’interno rimangono zone più fredde, creando una distribuzione diversa da quella della guida reale.
La stessa temperatura superficiale non significa lo stesso stato dello pneumatico
Uno pneumatico misurato a 70 °C dopo la guida ha attraversato un ciclo termico completo generato da carico, deformazione e attrito. Portare soltanto la superficie esterna agli stessi 70 °C non significa riprodurre la medesima condizione interna.
Per ottenere una messa a punto affidabile non basta osservare temperatura e pressione: occorre valutare anche come il calore è distribuito nella struttura dello pneumatico. GET HOT è progettato per ridurre la differenza tra lo stato preriscaldato e quello generato durante la guida.
Recupero rapido e uniforme della temperatura tra una sessione e l’altra
Il riscaldamento a superficie estesa aiuta inoltre lo pneumatico a recuperare più rapidamente la temperatura di esercizio dopo una sosta o un intervento ai box. La sequenza termografica a 5, 10, 15 e 20 minuti mostra un riscaldamento più rapido e uniforme.
La stessa pressione non garantisce la stessa distribuzione termica interna
Entrambi i metodi possono aumentare temperatura e pressione interna, ma questi valori non dimostrano che tutto lo pneumatico sia stato riscaldato uniformemente. Una termocoperta lineare che agisce soprattutto sulla superficie può aumentare la pressione mentre le zone profonde restano più fredde.
GET HOT applica energia su tutta la superficie per favorire il riscaldamento della struttura interna, evitando temperature localizzate eccessive sul battistrada.
Il riscaldamento localizzato può creare punti caldi e danneggiare lo pneumatico
Un termostato convenzionale misura normalmente la temperatura nel punto in cui si trova il sensore. Non controlla direttamente ogni tratto del filo né ogni punto di contatto sullo pneumatico. Prima che il sensore raggiunga il valore impostato, alcune aree di contatto possono essere già molto più calde della temperatura misurata.
Questa concentrazione di calore può creare punti caldi, una preparazione non uniforme e, nei casi più gravi, danneggiare lo pneumatico o il tessuto della termocoperta. Gli esempi seguenti mostrano che la distribuzione uniforme è importante quanto la temperatura indicata.
Questo pneumatico è stato danneggiato dal calore localizzato eccessivo di una termocoperta convenzionale a filo.
Il filo riscalda principalmente le zone a diretto contatto con lo pneumatico; il calore deve poi diffondersi da quei punti al resto della struttura.
Si potrebbe pensare che il termostato integrato impedisca il surriscaldamento, ma misura la temperatura dello pneumatico nel punto del sensore, non la temperatura reale del filo.
Finché la temperatura misurata non raggiunge il valore impostato, il filo continua a generare calore e può creare punti caldi localizzati.
Le immagini termiche mostrano direttamente la differenza
L’immagine a sinistra mostra zone calde e fredde localizzate create dal riscaldamento lineare; quella GET HOT a destra presenta una distribuzione più ampia e uniforme. Questa uniformità aiuta i team a iniziare ogni sessione con una condizione più ripetibile.
Registri di temperatura e confronto termografico
I registri di temperatura e le immagini termiche descrivono il comportamento reale meglio di una singola lettura del termostato. I dati seguenti confrontano GET HOT con altre termocoperte e mostrano come il riscaldamento lineare crei bande visibili, mentre la superficie estesa distribuisce l’energia su un’area più ampia.
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Immagini termiche di misure e sistemi differenti
Nel confronto tra sistemi occorre valutare stabilità del riscaldamento, distribuzione della temperatura e condizione dell’intero pneumatico, non soltanto un singolo valore superficiale.
Il metodo di riscaldamento determina il risultato
Preparate l’intero pneumatico, non soltanto la temperatura indicata
Una termocoperta professionale deve creare una condizione termica ripetibile per controllare la pressione a caldo, regolare le sospensioni e aumentare la fiducia del pilota. Il riscaldamento a superficie estesa GET HOT riduce i punti caldi e avvicina l’intero pneumatico allo stato della guida reale.
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